Celebriamo la vita vissuta
Santa Lea – 22 marzo

Santa Lea – 22 marzo

Santa Lea

Ricorrenza: 22 marzo

La vita di questa santa ci è nota solo attraverso gli scritti di san Girolamo, che ne parla in una lettera alla gentildonna Marcella, animatrice di una comunità femminile di tipo quasi monastico nella sua residenza sull’Aventino. Anche Lea è di famiglia nobile: rimasta vedova in giovane età, pareva che dovesse poi sposare un personaggio illustre, Vezzio Agorio Pretestato, chiamato ad assumere la dignità di console. Ma lei è entrata invece nella comunità di Marcella, dove si studiano le Scritture e si prega insieme, vivendo in castità e povertà. Con questa scelta, Lea capovolge modi e ritmi della sua vita. Marcella ha in lei una fiducia totale: tant’è che le affida il compito di formare le giovani nella vita di fede e nella pratica della carità nascosta e silenziosa. Quando Girolamo ne parla, nel 384, Lea è già morta.

Etimologia: Lea = leonessa, dal latino

Martirologio Romano: Commemorazione di santa Lea, vedova romana, le cui virtù e la cui morte ricevettero la lode di san Girolamo.

Nel IV secolo a Roma i cristiani sono molti numerosi, ma tra i veri fedeli si nascondono dei voltagabbana, che mettono in pericolo la purezza della Fede e la dottrina Cattolica. In questo tempo Milano sostituiva Roma, in qualità di capitale effettiva, la città eterna era ben poco frequentata dagli imperatori che erano soliti vivere e soprattutto morire lontano dall’Urbe. Valentiniano I morì nel 375 in Pannonia e il suo successore Valente morì nel 378 ad Adrianopoli combattendo i visigoti. Grazie ad una lettera di San Girolamo vissuto tra il 347 e il 420, indirizzata alla gentil donna Marcella, si conoscono le gesta di Lea. Marcella, celebre anima del cristianesimo del tempo, diede vita ad una comunità monastica sull’Aventino e anche Lea è di famiglia nobile; rimase vedova in giovane età e divenne promessa sposa di un illustre personaggio, destinato a diventare console. Ma Lea è entrata nella comunità di Marcella, studia le Scritture e vive in povertà e castità, capovolge quindi, il suo stile di vita e le sue abitudini, passando dalla bella vita di palazzo alla dignità di serva del Signore in totale povertà.

Marcella ha in Lea una cieca fiducia e le consegna il difficile compito di formare le giovani alla vita di Fede.

Girolamo scrive che sarebbe arduo riconoscere in Lea, l’aristocratica di un tempo, oggi che vive e mangia come i poveri che soccorre; “Ha mutato le vesti delicate nel ruvido sacco”.

Lo stile di Lea è caratterizzato dall’azione e dal silenzio e vive in silenzio e riserbatezza, tanto che la sua vita sarebbe passata praticamente inosservata se non fosse stato per San Girolamo.

Non si conoscono le cause della sua morte, si sa che morì nel 384 e fu seppellita ad Ostia, anno della morte di Papa Damaso I.

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